Il centro abitato
di Nuraminis, distante meno di 30 km dal capoluogo, è
situato in prossimità del tracciato della Carlo Felice
(SS 131) che al tempo dei Romani costituiva la via normale di penetrazione
verso il Nord dell’isola.
Il territorio è
pianeggiante e ricco di numerosi beni culturali, ambientali ed archeologici.
Nel centro urbano è possibile visitare la Chiesa parrocchiale di San Pietro,
costruita in forme gotico-catalane successivamente
rimaneggiate, che conserva parti delle originarie strutture nel campanile e
nella volta stellare dell’abside. Di notevole pregio artistico alcuni altari,
le raffinate nicchie ed alcuni frammenti marmorei di età
bizantina, in essa contenuti che testimoniano l’esistenza di un prestigioso
edificio ormai scomparso. Sono da ammirare, inoltre, le statue lignee, gli
arredi di pregio ed un campanile, unico nel suo genere, della Chiesa di San
Vito a Villa Greca.
Poco distanti
troviamo cupole laviche, fossili e l’imponente cuesta
calcarea che rende ancora più suggestiva questa terra
abitata fin dall’età nuragica.
Sono numerosi,
infatti, i beni archeologici presenti nel territorio comunale di Nuraminis già note a partire dalla metà del 1800, da fonti
storico-letterarie in cui vengono citate o ricordate
strutture murarie, ruderi e necropoli genericamente definiti “antichità”.
Dell’esistenza di
“ville” popolate e spopolate pertinenti alla medievale Curatoria
di Nuraminis, i cui nomi si ritrovano nell’attuale
toponomastica, troviamo attestazione nei documenti d’archivio risalenti al
periodo catalano-aragonese.
Il territorio
comunale di Nuraminis mostra una forte antropizzazione, tipica di questa zona geografica del
campidano, a partire dal neolitico fino all’alto medioevo-età
bizantina, testimoniata da ritrovamenti di cultura materiale mobile (frammenti
ceramici, litici, numismatici) e da strutture murarie
emergenti.
I siti che
conservano strutture archeologiche ancora visibili e per le quali è possibile
una ricostruzione planimetrica e un’interpretazione tipologica sono stati segnalati come punti di sosta negli itinerari
archeologico culturali.